Shoin

Maturando sulla via del bonsai anche i gusti si modificano e al posto di piante grosse e massicce, comincio ad apprezzare piccoli shoin da esporre in composizione o come elementi di compagnia.
Questi gli ultimi ingressi in giardino

Piccolo melograno da fiore a ceppaia

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Diverso fronte
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Talea di ginepro ito by Kitora
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Acero con foglie ricce
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Acero
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Chinensis
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Altro chinensis
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Melo
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Quest’anno per alcuni shoin in coltivazione e su spunto di Kitora , sto sperimentando i la coltivazione di alcuni shoin in vaso da idrocoltura. Questo dovrebbe consentire tempi più lunghi tra un trapianto e l’altro e un ceppo radicale più fitto. Come terriccio ormai utilizzo quasi esclusivamente un misto di akadama e pomice in percentuale che variano a seconda dell’essenza e dello stato di coltivazione della pianta

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I posti dell’infanzia

Alcuni posti ti legano dentro a ricordi di momenti felici e un pò malinconici, che sono passati e di cui ne sei incosciente .
Gottano Sopra o meglio semplicemente Gottano per i suoi abitanti di sempre, sia i pochi residenti sia i villeggianti, è il posto delle mie vacanze da bambino con la nonna Cecilia e nonno Mentore, è il profumo dello gnocco fritto nello strutto e delle serate al chioso a giocare tra bambini o ad ascoltare le storie dei grandi.
Ma è anche il ricordo di visi di amici a cui oggi riesco a malapena ad abbinare un nome, ma che porto comunque dentro .
Sono i pomeriggi passati con Geppe sul suo Suzuki bianco….
A Gottano ci sono tornato l’anno scorso per una toccata e fuga, ma è stato bello respirare un pò di aria pura dell’infanzia

La casa della nonna ed il cortiletto dove giocavo
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La discesa verso il chioso
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La Val d’Enza
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Il bosco
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La bellissima chiesa della Madonna delle Formiche
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Il campanile dove la leggenda narra Matilde di Canossa fece murare il fuso d’oro
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Il chioso, dove si trascorrevano le serate d’agosto
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Un saluto all’associazione Amici di Gottano che mantiene vivo questo bellissimo borgo

Silvestre padre e figlio

Come tutte le piante a cui sono più affezionato, anche questo silvestrino stà con me da diversi anni.

Scelta in foto, come molte delle piante che ora sono nel mio giardino, anche se era giovane e molto snella, mi ha subito colpito per il potere evocativo dello stile padre e figlio e fin dall’inizio mi è entrata nel cuore.
Acquistata nel 2005, la prima impostazione è stata abbastanza sommaria, con il fronte che teneva il figlio di lato al padre.
La scelta del fronte sicuramente non valorizzava l’eleganza e la sinuosità dei tronchi.

Studio del fronte

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Dopo tre anni di coltivazioni e impostazioni, nel 2008, con la nascita del mio primo figlio, mi presi qualche anno di pausa dal bonsai, e come anche per le altre piante, seguì qualche anno in cui le uniche cure furono acqua e concime.

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Un detto zen recita che quando lo studente è pronto, il maestro arriva, e così nel 2010, con Nicola Crivelli, anche per questa pianta inizia un nuovo cammino verso la maturità come bonsai.

In una bella giornata di sole, nel giardino di Kitora si comincia con ruotarla a destra e sinistra per scegliere il nuovo fronte.
Come spiegato da Kit, nello stile padre e figlio, solitamente il figlio va posizionato sul retro, mentre il padre, sul davanti, lo protegge… Solo nel caso in cui il figlio sia straordinariamente bello, il figlio va tenuto davanti ad un padre orgoglioso che lo mostra al mondo.

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Così, con la rotazione del fronte e il movimento dato ai tronchi e ai rami, inizia la via del bonsai di questo Bunjin di silvestre.

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Aprile 2011 è il momento del suo prima vaso bonsai.
Grazie al piccolo vaso di coltivazione e ad un pane radicale molto fitto, non si è reso necessario uno step intermedio, così, dopo aver potato le radici, la pianta viene messa in un vaso a ciotola fatto a mano.
Il vaso non è sicuramente adatto alla pianta perché troppo piccolo, però per ora va bene così 😉

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Ottobre 2011 questo silvestre viene selezionato per partecipare alla mostra “Oltre il Verde bonsai edition facendo bella figura tra piante più importanti.

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Nell’aprile di quest’anno, viene cambiato il vaso, accorciando solo le radici fittonanti, viene messa in un vaso basso di Piero Cantù

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Fermo a guardare il tramonto sul lago – Carpino

Questo carpino mi ha subito colpito per la sua naturale inclinazione, quasi proteso ad ammirare un tramonto sul lago

La pianta era da parecchi anni nello stesso vaso di coltivazione, perciò si rese necessario come primo intervento il trapianto in un vaso bonsai anche se provvisorio.

Lavaggio delle radici… E mentre kit lavora … Io fotografo 

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Quest’anno invece di legare i rami li ho abbassati con tiranti

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Ora sul bancale, in attesa dell’ultimo raggio si sole, una viola resta a fargli compagnia

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