Finalmente di nuovo a Manno

Dopo quasi un anno, finalmente è arrivato il momento di una giornata di completa immersione nel bonsai… Vista la strada ed il traffico di Lugano, la giornata inizia molto presto ma il colpo d’occhio del giardino del maestro Crivelli alle prime ore del giorno ripaga del viaggio.

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Si parte subito col lavorare alla pianta più grossa portata, un pino nero da seme coltivato in campo dal maestro Bonsignori e già in mio possesso dal 2010.
Dopo la prima impostazione nel 2011 la pianta è rimasta libera di vegetare, cimando solo le gemme forti per equilibrare il vigore e far arretrare la vegetazione.
Il progetto originario e l’impostazione data nel 2011

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Ora la pianta si presenta così

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Già nel progetto originario prevedevamo di compattare la pianta sostituendo l’apice con un dei rami più bassi. Quella volta però decidemmo di non eliminare l’apice poiché aveva pochi rami …perciò rimandammo.
Ora dopo due anni e coltivazioni mirate ad aumentare la ramificazione e ad arretrare, è giunto il momento di compattare ..
Mi piace molto legare i pini…ma un cambio di mani per fare le foto ci vuole 😉

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Il prossimo intervento sarà il rinvaso ..obbiettivo maturare, fare ramificazione fine e ridurre le dimensioni degli aghi .

Il tempo di una birretta e subito sotto a lavorare un altro pino nero. Si tratta di uno shoin di pino nero importato dal Giappone con già parecchi anni di vaso. Anche è stato molto trascurato, i molti anni in vaso hanno creato una ramificazione molto fine che necessitava solo di una importante sfoltita e ripettinata. È stato necessario anche eliminare due rami in apice ma vista la forma interessante data dalle precedenti impostazioni dei rami sono stati tenuti come jin. Ora deve infoltire ma verrà una pianta molto elegante

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Dopo un bel piatto di pasta ed un bicchiere di vino anche il ritmo del lavoro diminuisce, perciò per il pomeriggio ci siamo tenuti due piantine meno impegnative.
La prima un ginepro doppio tronco eretto..materiale cosiddetto “povero” ma che può dare qualche soddisfazione. L’importante rimane quello di cercare un’impostazione particolare e non banale. Per questo alla fine scegliamo uno stile padre figlio eretto … Secondo me molto giapponese è poco diffuso da noi.
È sicuramente un materiale creato per boschetto e quasi tutti i rami erano nei posti giusti….è bastato eliminare quelli bassi e definire un po’ di più i palchi per rendere un’effetto da pianta quasi finita…in realtà c’è ancora molto da fare….la sostituzione d’apice ha poi contribuito ad aumentare la conicità della pianta padre

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L’ultimo lavoro riguarda un piccolo ginepro da talea, anche questo acquistato dal maestro Bonsignori. Trattandosi della prima impostazione, principalmente si è definito il fronte e quindi sono stati selezionati i rami principali ed abbozzati i palchi …a casa la pianta verrà messa in un vaso più grande con la giusta inclinazione e verranno abbozzati gli shari che in una pianta così piccola saranno molto importanti
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