Ultimi rinvasi e altro

Le giornate da Nicola sono sempre troppo poche nell’arco di un anno e soprattutto passano sempre troppo velocemente, perciò la vera difficoltà sta nel scegliere le piante da lavorare. Ne porti 4, in realtà vorresti portarti dietro l’intero bancale !!
Scartate quindi quelle troppo avanti e quelle da lavorare a fine estate, per questa giornata mi sono caricato in macchina un ginepro da filare, una tasso non facile da “decifrare” e cui dare la prima impostazione, due ginepri “pali” che vorrei assemblare in un’unica composizione , il boschetto di faggi da rinvasare, il silvestre ed un chubay da rinvasare…. Insomma pur imponendomi di portarne meno, anche stavolta sono stato troppo ottimista e le ultime due hanno fatto il viaggetto andata e ritorno da Nicola 😦 .
Comunque sia, arrivato, scaricato piante ed attrezzi ed essermi goduto per qualche minuti il giardino, con Nicola “attacchiamo”subito il ginepro. È parecchio che non viene filato per benino e necessità quindi anche di una bella sfoltita della chioma per renderlo più leggero…certo che per legarlo tutto in una mattina 4 mani sono necessarie 😉

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E dopo la foto di rito! nemmeno il tempo di riposarci e subito sotto sul tasso…
La soluzione non è semplice e dopo un po’ di pulizia, il primo progetto schizzato fa propendere per un eletto formale…a me la soluzione non piace molto, ma si comincia col lavorare il secco con trapano e fresa grande..chiaramente ora è solo abbozzato, ma già serve a far intuire il risultato futuro…
Pian piano che procede la legatura, il progetto varia in un eretto informale, disegno che mi convince di più, ed il risultato non è per nulla male.

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L’ultimo lavoro della giornata si dimostra forse il più creativo, l’intento è quello di dare un senso a tre ginepri “palo” educati per farne un boschetto, per farne una composizione a tre. Il primo, due tronchi, era stato lavorato in agosto facendone un padre figlio. Pur essendo gradevole il risultato, mi sembrava un po’ incompleta come composizione, da qui l’idea di aggiungerci il padre. Il difficile era renderla credibile ed un po’ originale. Da qui, dopo vari schizzi e prove, l’idea di metter le piante su una roccia stretta, lunga ed un po’ ricurva creando un paesaggio in cui il padre sembra proteso a protezione della famiglia. Piaciuta l’idea, si parte col forare la pietra..lavoro impegnativo 😦
Poi murate in keto, terriccio e poi le piante. Ricoperto tutto con keto è messa a dimora di un po’ di muschio ( che dovrò ccompletare al più presto).
Le piante erano giá in un buon terricio così anche il rinvasò e la posa a dimore risultano agevoli e veloci.

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Ora la composizione andrà completata con muschio e qualche piantina da sottobosco

In ultimo, visto che la giornata era quasi conclusa, abbiamo rinvasato il bosco di faggi. Non ho fatto foto alla pianta, ma dopo vari anni di coltivazione le radici erano così ben disposte che non ho resistito nel fotografarle…

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Prima filatura ito shoin

Dopo quasi un anno dal trapianto di questo piccolo Ito, è giunto il momento di dargli una prima filatura.
Nulla di drastico ma una prima impostazione dei palchi ed un alleggerimento del verde distribuendo in modo ottimale le masse vegetative.
Come si presenta la pianta prima della pulitura e legatura

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Prima una pulitura veloce del tronco e liquido jin per lo shari e poi subito a posizionare il primo palco

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Palco dopo palco si arriva in apice anche se non è facile legare un albero di queste dimensioni …ma eccolo a lavoro finito

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Qualcosa sicuramente andrà ancora tolto, specie sul lato sinistro, però per il momento non volevo stressare troppo la pianta..anche lo shari andrà continuato verso l’apice ma anche questa lavorazione sarà per il prossimo step

Shoin

Maturando sulla via del bonsai anche i gusti si modificano e al posto di piante grosse e massicce, comincio ad apprezzare piccoli shoin da esporre in composizione o come elementi di compagnia.
Questi gli ultimi ingressi in giardino

Piccolo melograno da fiore a ceppaia

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Diverso fronte
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Talea di ginepro ito by Kitora
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Acero con foglie ricce
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Acero
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Chinensis
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Altro chinensis
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Melo
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Quest’anno per alcuni shoin in coltivazione e su spunto di Kitora , sto sperimentando i la coltivazione di alcuni shoin in vaso da idrocoltura. Questo dovrebbe consentire tempi più lunghi tra un trapianto e l’altro e un ceppo radicale più fitto. Come terriccio ormai utilizzo quasi esclusivamente un misto di akadama e pomice in percentuale che variano a seconda dell’essenza e dello stato di coltivazione della pianta