Bonsai Rubati – Armando Dal Col

Purtroppo durante la manifestione di Arco Bonsai, sono stati rubati al Maestro Armando Dal Col alcuni bonsai…tralasciando ogni considerazione sull’accaduto, riporto quanto scritto da Armando sulla pagina FB pregando chi legge di darne la massima diffusione.
Grazie
Paolo

Cari amici, al ritorno da Arco Bonsai abbiamo avuto la sgradevole sorpresa nel vedere alcuni posti vuoti sui bancali. Ci siamo subito resi conto che durante la nostra assenza sono entrati nel giardino dei ladri rubando 8 Bonsai e diversi vasi piuttosto pregiati.
Ecco alcune foto più recenti, non di tutti i Bonsai rubati.
Vi sarei grato di essere avvisato telefonicamente (0438 587265) ma anche via email se venissero individuati, con nome e indirizzo così da avvisare immediatamente i carabinieri. gli aceri sono facilmente riconoscibili ai quali sono molto affezionato. Grazie per la collaborazione, Armando e Haina.
Tel. 0438 587265 Cell. 349 370 8802
Email: armando.haina.dalcol@gmail.com
(7 foto)

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Risultato innesto acero

Dopo circa otto mesi dall’innesto per approssimazione, stasera mi sono deciso a slegare per vederne il risultato. Prima ancora di togliere il nastro e il mastice, vedere il nuovo rametto con uno spessore maggiore dopo l’innesto fa ben sperare..
Slegato tutto e tolto il mastice infatti si vede che il callo ha cominciato ad inglobare il rametto per tutto lo spessore.

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Prima di toglierlo però… meglio procedere gradualmente eliminando solo una parte di ramo per poi sta carlo completamente la prossima primavera.
Per ora richiudiamo con un po’ di mastice e nastro da innesto.

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Ecco la pianta…quest’anno è stata anche rinvasata e sono state sistemate un po’ le radici
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Innesto ramo acero

Aceri e pini sono sicuramente le mie essenze preferite come bonsai. Gli aceri poi con i loro colori stagionali e con il loro vigore sono molto divertenti da lavorare. Questo in particolare è arrivato a me in modo piuttosto singolare; appena visto in un vivaio mi ha colpito per i movimenti del tronco e il fatto che quasi tutti i tagli erano praticamente chiusi. La corteccia particolarmente levigata, indice dei tanti anni in vaso e del fatto che qualcuno periodicamente lo spazzolava. Considerato il prezzo interessante, decido di acquistarlo al volo, nella speranza di farne un bel eretto. Abbastanza divertita dalla cosa, la Tipa del vivaio mi dice…chiaro che ti piace, arriva dal giardino del tuo sensei …..
Insomma…non poteva essere altrimenti.
Ma tornando alla piantail tronco è molto interessante secondo me. L’apice invece è un po’ “scappato” ed i rami si sono ingrossati troppo. Ora quindi, prima del riposo invernale, decido di dare una bella potata nella speranza rigetti dal tronco a primavera.
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Per ora basta così
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Analizzando la pianta questo risulta essere il fronte migliore sia come nebari sia come visione del tronco. L’altro lato invece mette in evidenza un tratto dritto e una contro conicità .
Il lato sinistro è molto vuoto e la vegetazione non tanto abbondante da permettere più innesti, però uno si può fare..e quindi procedo.
Il mio primo innesto da solo 🙂
Innesto per approssimazione.
Dopo aver segnato con un pennarello spessore e inclinazione del taglio, comincio a legare con filo grosso il ramo da utilizzare per l’innesto e a piegarlo. È un ramo che, se necessario, potrà venir tranquillamente sostituito poichè ne ha altri due nuovi molto vicini. Messo in posizione si incide il tronco. Il taglio è abbastanza preciso, quindi gratto il ramo per togliere la corteccia ( considerato che è un ramo giovane e di spessore molto piccolo) ed inserisco il ramo.
Il tutto viene fissato in modo saldo con due puntine da disegno, filo di rame e coperto con mastice giappo per evitare il taglio si asciughi .

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Sono abbastanza fiducioso che l’innesto abbia successo visto che mi è riuscito credo bene…incrocio comunque le dita
Questo è il risultato

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A primavera inoltrata cercherò di fare delle talee perchè serviranno sicuro altri innesti, anche se il primo intervento sarà sulle radici.

Lavori autunnali

Ogni stagione ha le sue immagini e se la primavera la vedo come una camminata in un campo fiorito, l’estate una spiaggia assolata, l’autunno è una passeggiata in un bosco silenzioso e colorato. Questa per me è la stagione delle latifoglie, con i colori che cominciano a virare e le foglie che piano piano cominciano a seccare.
È il momento per preparare le piante al lungo inverno ( sperando non sia matto come quello passato) coccolandole anche un po’ .

Si comincia con due piccoli aceri ricci che, avendo raggiunto una buona proporzione di tronco, vanno potati per cominciare a costruire i primari.
Si procede quindi smontandoli..
Il primo

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Scelto il fronte, si rimuovono i rami di sacrificio che sono serviti ad ingrossare la base, rimossi i rami in apice troppo grossi e lasciati solo le gemme che andranno selezionate a primavera, lasciando solo quelle che si svilupperanno nella posizione desiderata. È stato lasciato un ramo basso vicino al grosso taglio per tirare linfa e quindi far chiude prima il taglio.

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Per il secondo acero viene applicato lo stesso procedimento

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Poi, anche se l’ora era già tarda, una coccola ci stava anche al mio boschetto di faggi.
Spazzolato il tronco e la base, sono state potate le cime, equilibrando il vigore delle gemme.
In realtà quello della potatura non ê stato un lavoro molto lungo, visto che il freddo dello scorso invero ha bruciato molte gemme e quindi l’albero aveva poca vegetazione quest’anno. Le foglie anche in apice erano piccole quindi ora le gemme, pur essendo molte, non sono particolarmente grosse. Pertanto anche in apice non ho potato ad una gemma ma ho semplicemente eliminato solo quelle più grosse.

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