Bonsai Rubati – Armando Dal Col

Purtroppo durante la manifestione di Arco Bonsai, sono stati rubati al Maestro Armando Dal Col alcuni bonsai…tralasciando ogni considerazione sull’accaduto, riporto quanto scritto da Armando sulla pagina FB pregando chi legge di darne la massima diffusione.
Grazie
Paolo

Cari amici, al ritorno da Arco Bonsai abbiamo avuto la sgradevole sorpresa nel vedere alcuni posti vuoti sui bancali. Ci siamo subito resi conto che durante la nostra assenza sono entrati nel giardino dei ladri rubando 8 Bonsai e diversi vasi piuttosto pregiati.
Ecco alcune foto più recenti, non di tutti i Bonsai rubati.
Vi sarei grato di essere avvisato telefonicamente (0438 587265) ma anche via email se venissero individuati, con nome e indirizzo così da avvisare immediatamente i carabinieri. gli aceri sono facilmente riconoscibili ai quali sono molto affezionato. Grazie per la collaborazione, Armando e Haina.
Tel. 0438 587265 Cell. 349 370 8802
Email: armando.haina.dalcol@gmail.com
(7 foto)

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Annaffiatoi Artigianali – Watering bonsai

di Salvatore Tarantino

L’annaffiatura è un’operazione che giornalmente facciamo a volte senza pensare che è una di quelle operazioni più difficili da imparare per far star in salute i nostri bonsai.
The watering is a daily task that sometimes we do not think that is one of those operations more difficult to learn to star in our health bonsai.

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La caratteristica principale dei miei innaffiatoi è il modo in cui li costruisco: vengono sagomati, battuti e saldati con stagno al 50% argento utilizzando tecniche e utensili esclusivamente artigianali. Nessun pezzo è lavorato con macchinari industriali come presse, calandre, bordatrici ed altro. Il rame utilizzato è di spessore 6/10, di gran lunga più duro e resistente rispetto a quello di 4/10 utilizzato in genere.
La forma e l’inclinazione del soffione è il risultato di studi ben precisi che i maestri nipponici hanno eseguito nel corso del tempo. La parte più importante è l’ugello, composto da forellini molto sottili e da una forma che prolunga il soffione. Sono proprio questi fori uniti alla pressione dell’acqua che danno la possibilità bagnare con estrema delicatezza i nostri bonsai, permettendo al substrato di assorbire l’acqua in maniera graduale, senza spazzarlo via.
Le varie tipologie di innaffiatoi : 2L, 3L,3.5L, 4L, 4.5L, 5L, 5.5L, 6L

The main feature of my watering cans is the way I build them : they are shaped , beaten and soldered with tin 50% silver exclusively handcrafted using techniques and tools . No piece is worked with industrial machinery such as presses , calenders , flanging , and more. The copper used is 6/10 , far harder and more durable than that of 4/10 typically used .
The shape and the inclination of the head is the result of precise studies that the Japanese masters have executed in the course of time . The most important part is the nozzle , consists of small holes very thin and of a shape which prolongs the showerhead . It is these holes combined with the pressure of the water that give the opportunity to bathe with extreme delicacy of our bonsai , allowing the substrate to absorb water gradually, without sweep it away .

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Le varie tipologie di ugelli: 26mm per i mame, 30mm per gli shoin, 40mm per i master.
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Per info più dettagliate :
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oppure scrivetemi a
ARTEBONSAI@HOTMAIL.IT

Ultimi rinvasi e altro

Le giornate da Nicola sono sempre troppo poche nell’arco di un anno e soprattutto passano sempre troppo velocemente, perciò la vera difficoltà sta nel scegliere le piante da lavorare. Ne porti 4, in realtà vorresti portarti dietro l’intero bancale !!
Scartate quindi quelle troppo avanti e quelle da lavorare a fine estate, per questa giornata mi sono caricato in macchina un ginepro da filare, una tasso non facile da “decifrare” e cui dare la prima impostazione, due ginepri “pali” che vorrei assemblare in un’unica composizione , il boschetto di faggi da rinvasare, il silvestre ed un chubay da rinvasare…. Insomma pur imponendomi di portarne meno, anche stavolta sono stato troppo ottimista e le ultime due hanno fatto il viaggetto andata e ritorno da Nicola 😦 .
Comunque sia, arrivato, scaricato piante ed attrezzi ed essermi goduto per qualche minuti il giardino, con Nicola “attacchiamo”subito il ginepro. È parecchio che non viene filato per benino e necessità quindi anche di una bella sfoltita della chioma per renderlo più leggero…certo che per legarlo tutto in una mattina 4 mani sono necessarie 😉

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E dopo la foto di rito! nemmeno il tempo di riposarci e subito sotto sul tasso…
La soluzione non è semplice e dopo un po’ di pulizia, il primo progetto schizzato fa propendere per un eletto formale…a me la soluzione non piace molto, ma si comincia col lavorare il secco con trapano e fresa grande..chiaramente ora è solo abbozzato, ma già serve a far intuire il risultato futuro…
Pian piano che procede la legatura, il progetto varia in un eretto informale, disegno che mi convince di più, ed il risultato non è per nulla male.

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L’ultimo lavoro della giornata si dimostra forse il più creativo, l’intento è quello di dare un senso a tre ginepri “palo” educati per farne un boschetto, per farne una composizione a tre. Il primo, due tronchi, era stato lavorato in agosto facendone un padre figlio. Pur essendo gradevole il risultato, mi sembrava un po’ incompleta come composizione, da qui l’idea di aggiungerci il padre. Il difficile era renderla credibile ed un po’ originale. Da qui, dopo vari schizzi e prove, l’idea di metter le piante su una roccia stretta, lunga ed un po’ ricurva creando un paesaggio in cui il padre sembra proteso a protezione della famiglia. Piaciuta l’idea, si parte col forare la pietra..lavoro impegnativo 😦
Poi murate in keto, terriccio e poi le piante. Ricoperto tutto con keto è messa a dimora di un po’ di muschio ( che dovrò ccompletare al più presto).
Le piante erano giá in un buon terricio così anche il rinvasò e la posa a dimore risultano agevoli e veloci.

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Ora la composizione andrà completata con muschio e qualche piantina da sottobosco

In ultimo, visto che la giornata era quasi conclusa, abbiamo rinvasato il bosco di faggi. Non ho fatto foto alla pianta, ma dopo vari anni di coltivazione le radici erano così ben disposte che non ho resistito nel fotografarle…

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Prima filatura ito shoin

Dopo quasi un anno dal trapianto di questo piccolo Ito, è giunto il momento di dargli una prima filatura.
Nulla di drastico ma una prima impostazione dei palchi ed un alleggerimento del verde distribuendo in modo ottimale le masse vegetative.
Come si presenta la pianta prima della pulitura e legatura

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Prima una pulitura veloce del tronco e liquido jin per lo shari e poi subito a posizionare il primo palco

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Palco dopo palco si arriva in apice anche se non è facile legare un albero di queste dimensioni …ma eccolo a lavoro finito

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Qualcosa sicuramente andrà ancora tolto, specie sul lato sinistro, però per il momento non volevo stressare troppo la pianta..anche lo shari andrà continuato verso l’apice ma anche questa lavorazione sarà per il prossimo step

Scelta della pianta per la mostra di Lugano

Sto decidendo la pianta da portare alla mostra di Lugano e sostanzialmente la scelta si ferma a due soluzioni, diverse sia per tipo di pianta sia per allestimento.
La prima soluzione e quella che vorrei portare è un bosco di faggio…con me da parecchi anni e frutto di uno scambio con Nicola, ormai ha raggiunto una buona maturità anche se per essere al top avrà bisogno di ancora anni di coltivazione

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Altra possibilità è portare la zelkova ma non avendo shoin di ginepri o pini, dovrei accompagnarla a una più grossa in una composizione a tre

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L’unica scelta possibile sarebbe questo ginepro… Pianta da giardino che coltivo da molti anni e dal tronco interessante…purtroppo la squama non è il massimo e andrebbe anche rinvasato. Considerato però la maturità degli shari e dei jin e per il fatto che comunque non è una pianta con squama pregiata potrebbe avere il suo perchè in mostra

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Visto che luci e macchina erano già piazzati..perché non fotografare anche altre piante .. Alcune ancora in coltivazione ma comunque carine
Forstizia in fiore

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Prunus (non so la specie)..purtroppo già sfiorito..anche questo con me da molti anni ma non riesco a farlo ramificare piu’ quel tot.. 😦 quest’anno provero’ ad accorciare subito i germogli e vediamo se finalmente caccia indietro)

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Boschetto messo quest’anno in vaso basso (ci sta anche bene visto che è un Tokoname )

 

 

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chubaij …..quando è arrivato era molto sofferente tanto che l’anno scorso non aveva nemmeno fiorio…dopo un trapianto e una coltivazione sostenuta quest’anno è partito bene quindi forse sarà anche il momento di lavoralo dandogli una direzione

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Shoin

Maturando sulla via del bonsai anche i gusti si modificano e al posto di piante grosse e massicce, comincio ad apprezzare piccoli shoin da esporre in composizione o come elementi di compagnia.
Questi gli ultimi ingressi in giardino

Piccolo melograno da fiore a ceppaia

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Diverso fronte
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Talea di ginepro ito by Kitora
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Acero con foglie ricce
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Acero
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Chinensis
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Altro chinensis
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Melo
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Quest’anno per alcuni shoin in coltivazione e su spunto di Kitora , sto sperimentando i la coltivazione di alcuni shoin in vaso da idrocoltura. Questo dovrebbe consentire tempi più lunghi tra un trapianto e l’altro e un ceppo radicale più fitto. Come terriccio ormai utilizzo quasi esclusivamente un misto di akadama e pomice in percentuale che variano a seconda dell’essenza e dello stato di coltivazione della pianta