WS sui Pini Neri

Una giornata di  WS con il Maestro Alfredo Salacione è l’occasione giusta per rimettere mano a due Pini Neri lasciati scappare dopo il rinvaso.
Il primo ad essere lavorato, è un pino nero giapponese Kifu da molti anni in vaso e a cui era stata data solo una prima impostazione.
L’anno scorso è stato messo in un vaso da coltivazione piu’ grande del precedente per ridargli un po’ di vigore e potare un po’ le radici che ormai avevano saturato il vaso rendendo difficile anche l’innaffiatura.
L’operazione principale su queste due piante è la potatura delle gemme forti per arretrare la vegetazione che è diventata molto lunga.

 

 

 

E’ stato inoltre eliminato il primo ramo sulla destra che distoglieva dal punto focale della pianta, una leggera rotazione e questo il risultato del restyling.

2014 – 2016

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E mentre filo e taglio, alle mie spalle si lavora per svuotare e movimentare il tronco di un larice

Un attimo di pausa e subito si riparte con il secondo pino.

La pianta è un pino italiano coltivato in campo e in mio possesso da diversi anni.

Come per il primo, anche questo necessita di una importante potatura e stilizzazione dei rami che sono diventati troppo espansi.

Questa l’enorme quantità di rami a cui metter mano.

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Taglia e lega, taglia e lega

E alla fine, anche se la strada e’ ancora lunga, questo il risultato

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2012-2013-2016

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E’ stata proprio una bella giornata 🙂

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Pino Pentafilla – ex razzomissile

Acquistai questo Pino Pentafilla da vivaio dal Maestro Nicola Crivelli nell’ormai lontano 2011. Di questa pianta mi ha subito colpito la leggerezza e la conicità del tronco nonché il bell’effetto della legna secca del tronco, scolpito per nascondere almeno sul fronte il segno dell’innesto.

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Di questo Pino è inoltre apprezzabile la crescita armonica dell’innesto sul portainnesto di Pino Nero.

Nel 2012 la prima sommaria impostazione dei rami volta a dare la prima curvatura ai rami senza definire i palchi. La lavorazione viene eseguita con Crivelli in quel di Manno.

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L’anno seguente, nel mese di Ottobre, probabilmente a causa di un’estate eccessivamente calda, la pianta subisce un attacco fungino che fa seccare il primo ramo in basso e compromette la salute della pianta tanto che diventa necessario un’intervento di emergenza con Aliette e rimettendo la pianta in un vaso da coltivazione.

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La cura pero’ fa effetto, i rami con gemme vive la primavera successiva esplodono in modo vigoroso tanto da consentire una decisa concimazione.

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Vista la piena ripresa, l’anno scorso la pianta e’ stata rimessa in vaso Bonsai e dopo una stagione lasciata a vegetare liberamente è arrivato il momento di un nuovo step.

 

La lavorazione è stata eseguita con il Maestro Alfredo Salacione

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Legati tutti i palchi con Alfredo si sono creati i volumi sfoltendo i rami bassi che erano diventati troppo grandi. Il tutto per mantenere la leggerezza della pianta.

Anche la cima è cresciuta molto, tanto da rendere necessaria una sostituzione di apice che ne aumenti la conicità e diminuisca l’effetto razzomissile (citazione di Alfredo che mi fa molto ridere)

Dopo un pomeriggio di lavori sono molto soddisfatto del risultato e questa pianta continua a piacermi sempre di piu’

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